Si simula un investimento di 100€ al mese per 15 anni con un rendimento annuo composto del 7% e tassazione del 26% sulle plusvalenze.
Scenario 1 (Tranche): investimento su 3 strumenti consecutivi (A → B → C), 5 anni ciascuno.
Scenario 2 (PAC unico): investimento su un unico strumento per 15 anni.
Successivamente si effettua un decumulo vendendo 200€ lordi al mese, considerando le tasse sulle plusvalenze.
Le tabelle mostreranno capitale accumulato, plusvalenze, tasse e flusso netto mensile per entrambi i scenari, sia durante l'accumulo sia durante il decumulo.
In questo esperimento abbiamo confrontato due strategie di investimento con versamenti mensili di 100€ per 15 anni, rendimento annuo del 7% e tassazione del 26% sulle plusvalenze.
La prima strategia (“Tranche”) consiste nell’investire su tre strumenti consecutivi (A → B → C) per 5 anni ciascuno, mentre la seconda strategia (“PAC unico”) investe tutto su un unico strumento per l’intera durata.
Dopo l’accumulo, abbiamo simulato il decumulo vendendo 200€ lordi al mese, applicando le tasse sulle plusvalenze maturate.
I risultati mostrano che il capitale finale, la plusvalenza complessiva e le tasse totali sono identici nelle due strategie. Questo accade perché, con strumenti identici e stesso rendimento, la somma delle plusvalenze maturate è la stessa indipendentemente da come si distribuiscono gli investimenti in vari strumenti.
La differenza principale riguarda il flusso netto mensile durante il decumulo. Nel caso delle tranche, ogni strumento viene esaurito sequenzialmente: si vende prima lo strumento C, poi B, infine A. Questo significa che nelle prime fasi del decumulo la maggior parte del capitale proviene dallo strumento più recente, che ha subito meno accumulo di plusvalenze rispetto agli strumenti investiti prima. Di conseguenza, le tasse sul prelievo mensile sono inizialmente più basse e il netto disponibile può essere più elevato. Man mano che si procede, gli strumenti più vecchi vengono liquidati e il flusso netto può diminuire leggermente, fino all’esaurimento completo.
Nel PAC unico, invece, l’intero capitale è concentrato in un solo strumento accumulato per 15 anni: ogni prelievo mensile rappresenta una porzione del capitale complessivo e della plusvalenza maturata, rendendo il flusso netto mensile più costante ma leggermente inferiore rispetto alle prime fasi delle tranche. In altre parole, mentre le tasse totali complessive sono identiche tra le due strategie, la sequenza di riscatti influisce sul timing delle tasse pagate e sulla liquidità mensile disponibile, il che può essere rilevante per pianificare i prelievi e gestire il budget durante il decumulo.
L’esperimento evidenzia come, con strumenti identici e stessa volatilità , la suddivisione in tranche non riduce le tasse totali, poiché le plusvalenze complessive sono identiche, ma può influenzare il flusso netto mensile e la disponibilità di capitale durante il decumulo.
Nel caso delle tranche, ogni strumento viene liquidato sequenzialmente (C → B → A). Questo fa sì che nelle prime fasi del decumulo il capitale provenga principalmente dallo strumento più recente, con plusvalenze ancora contenute, producendo un flusso netto iniziale più elevato. Man mano che si liquidano gli strumenti più vecchi, il netto disponibile può variare leggermente, fino all’esaurimento completo.
Nel PAC unico, invece, l’intero capitale accumulato per 15 anni viene decumulato progressivamente. Ogni prelievo rappresenta una quota uniforme di capitale e plusvalenza, rendendo il flusso netto mensile più costante ma leggermente inferiore nelle fasi iniziali rispetto alle tranche.
In sintesi, il PAC unico tende a produrre un capitale leggermente più elevato alla fine dell’accumulo, mentre le tranche offrono una distribuzione più graduata dei riscatti durante il decumulo. La scelta tra le due strategie non incide sulle tasse totali, ma può essere rilevante per pianificare la liquidità mensile e la gestione del flusso netto durante il periodo di decumulo.